
Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettice e gentile lettore, con le azioni (COSI' COME SU TUTTI GLI STRUMENTI FINANZIARI) é possibile investire sia al rialzo che al ribasso.
Molte persone pensano che investire al ribasso comporti chissà che rischi. Ti ricordo che le banche sanno molto bene come si investe al ribasso, eccome se lo sanno.
Con alcune banche addirittura é impossibile, per te cliente, eseguire le operazioni al ribasso!!!!
Ma ti ripeto, é più facile a farsi che a dirsi. Anche se la maggior parte delle banche cerca di tenere nascosta questa possibilità: ma che fatalità!
Per questo ho chiesto ad un mio BRAVISSIMO collaboratore, che si occupa di consulenze sul mercato azionario (azioni, fondi, sicav, etc.), di spiegare come funzionano le operazioni al ribasso.
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Ma ecco la sua spiegazione delle operazioni al ribasso.
L’operatività allo scoperto a cosa serve?
La maggior parte di noi ritiene che in borsa si possa guadagnare solo se il mercato (o il titolo su cui si è investito) sale. In realtà la possibilità di guadagnare esiste altrettanto quando il mercato scende.
Come fare?
Con la cosiddetta operatività allo scoperto.
In cosa consiste? Si tratta di un’operazione semplice concettualmente e anche in pratica: concettualmente si vende il titolo, che si ritiene stia per scendere, prima di comprarlo. Quando si crede che il titolo abbia concluso la sua discesa allora si compra il titolo.
Ma come è possibile vendere qualcosa prima di averla comprata?
La banca che consente di operare allo scoperto non fa altro che mettere a disposizione del cliente i titoli da vendere, in pratica glieli presta. Il cliente decide poi quando chiudere l’operazione e questa chiusura corrisponde alla restituzione dei titoli. Ai fini pratici si tratta di dire alla banca “vendi allo scoperto” anziché “compra”.
Che rischi ci sono?
Il rischio è dovuto al fatto che il titolo, anziché scendere, salga. Il rischio è quindi opposto al rischio che ci si assume quando si compra un titolo e questo titolo scende.
Come si affronta questo rischio?
Lo si affronta nella stessa maniera in cui si gestisce il rischio nel caso di acquisto di un titolo: si fissa uno stop-loss cioè un limite prestabilito di perdita massima. Per esempio se compro azioni ENI a 17.50 € credendo che debbano salire allora affronto il rischio di un movimento avverso fissando un livello di perdita massima oltre il quale non sono disposto a continuare nell’investimento. Per esempio fisso la perdita massima a 16 €. Nel caso di vendita allo scoperto, ritenendo che il titolo debba scendere, vendo allo scoperto ENI a 17.50 € e limito il mio rischio fissando la perdita massima a 19 €. Se il titolo sale a 19 € allora io acquisterò il titolo che avevo venduto allo scoperto a 17.50 €. Insomma la gestione del rischio resta fondamentale sia che si operi con acquisti al rialzo sia che si operi con vendite allo scoperto.
Che costi ci sono?
La banca, come abbiamo detto, presta al cliente i titoli che questi vende allo scoperto e per questo servizio si fa pagare un tasso di interesse prestabilito. Il costo varia da banca a banca.
E proprio per i costi che alcune banche applicano consiglio di fare molta attenzione. In genere le commissioni sono basse, ma alcune banche, ripeto, applicano costi allucinanti.
Puoi riassumere in poche parole?
Concludendo, operare allo scoperto è possibile e tecnicamente semplice. Semplice non significa però che sia facile ottenere buoni risultati (ma questo avvertimento resta valido anche per l’operatività, più tradizionale, rialzista e in generale per ogni forma di investimento). Semplice significa solo che non ci sono maggiori difficoltà nel dire al broker di andare allo scoperto anziché al rialzo.
Sei disponibile per delle consulenze personalizzate?
Certo, le persone che dovessero essere interessate possono contattarti. E' un piacere, Marco, poter collaborare con te.